Scommesse US open

Dall'erba al cemento, lo US Open ha cambiato pelle diverse volte negli anni, non perdendo mai il suo ruolo di maggiore espressione del tennis nel continente americano. Da questa sezione del sito SNAI.it puoi realizzare le tue scommesse su uno dei tornei del circuito Grande Slam, l'ultimo in ordine cronologico a essere disputato durante l'anno solare. Dai voce alla tua passione per il tennis e le scommesse sportive con le diverse modalità di gioco offerte da SNAI: puntata antepost su chi alzerà la coppa in finale o giocate sulle singole partite, sui singoli set e addirittura sui game. È un bel po' di tempo che non segui il torneo? Nessun problema, da questa pagina ti sarà facile accedere alle statistiche complete di tutti i tennisti partecipanti, il loro stato di forma e il confronto con i numeri dei loro avversari. Tutto quello che ti serve fare è creare il tuo account su SNAI.it e in pochi minuti sarai abilitato a lanciare le tue scommesse, inoltre, non dimenticare che grazie all'app di SNAI porterai direttamente tutto questo sempre con te sul tuo smartphone e non perderai nemmeno un colpo dello US Open.

Quote e pronostici US Open di tennis

Il primo fattore cui uno scommettitore in procinto di puntare sul tennis deve fare attenzione è quello di consultare il calendario degli eventi, facilmente accessibile su SNAI.it. Lo US Open è il quarto e ultimo degli slam in stagione, non decreta la fine di quest'ultima perché si gioca tra agosto e settembre, ma è comunque una sorta di check point da conquistare per determinare il successo di una stagione tennistica. Essendo il quarto dei tornei principali è da sempre l'ultimo spauracchio prima della conquista del Grande Slam (la vittoria dei quattro tornei principali, Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, US Open, nella stessa stagione) o l'ancora di salvezza per un anno sottotono. Bisogna poi valutare lo stato fisico dei partecipanti, spesso sfibrati dalla fitta tranche di tornei che affollano il calendario dall'inverno all'estate. Insomma, lo US Open non si vince con sole statistiche, ma un insieme di fattori che lo rendono un torneo fuori dal raggio dei facili pronostici.

Cominciò come un passatempo per l'alta società, all'epoca si chiamava U.S. National Championship e cambierà denominazione solo dopo l'ingresso nell'era Open. Come è spesso accaduto, quando ci sono da stabilire le regole di un qualche neonato sport non può mancare la partecipazione di una personalità inglese: stavolta tocca al maggiore britannico Walter Wingfield Clopton che nel libro "A portable Court of Playing Tennis" descrisse le norme di questo nuovo sport. Era il 1874, immediatamente l'America s'innamorò di questo sport e nel 1881 ebbe inizio il primo torneo ufficialmente riconosciuto, l'edizione del 1890 del torneo femminile fu addirittura vinta da Ellen Roosevelt, cugina del Presidente degli USA.

Te ne intendi di tennis giocato sul cemento? Allora i campi azzurri di Flushing Meadows a New York sono quello che fa per te. Punta su chi arriverà alla fine del torneo, scommetterai su una vittoria sicura di uno dei primi del circuito ATP/WTA o rischierai tutto su un outsider del tabellone?

US Open edizione 2021: risultati e resoconto

Poteva essere teatro di uno dei momenti sportivi più importanti del secolo, invece lo US Open è stato il quarto e ultimo torneo del Grande Slam sul quale si sono infranti i sogni di gloria di Novak Djokovic. Il tennista numero uno al mondo aveva già vinto Australian Open, Roland Garros e Wimbledon, in tutti i casi corredando le affermazioni con prove di assoluta inscalfibilità. Ormai è questa la leggenda che aleggia sul croato: più si va avanti nel torneo e più il suo gioco migliora, più il pubblico gli è contrario e maggiore è il suo rendimento. Stavolta, va detto, il pubblico era dalla sua parte poiché con questa vittoria avrebbe superato Nadal e Federer e avrebbe chiuso il Grande Slam, cosa mai accaduta nel tennis dell’era moderna se non alla Navratilova nel circuito WTA. Pertanto ci si aspettava molto da Djokovic, ma sarebbe ingiusto dire che il tennista abbia deluso le aspettative. Ha giocato infatti un ottimo torneo mettendo in riga i soliti grandi e giovani campioni che hanno provato a ostacolarlo. Berrettini ai quarti, Zverev in semifinale, per citare quelli che lo han fatto sudare di più. Dall’altra parte del tabellone però c’era Daniil Medvedev che al termine di questo US Open ci è arrivato nello stato di forma, psico-fisico, migliore della sua carriera. Quindi non c’è stato verso, il russo ha giocato una finale chirurgica stritolando il croato con i primi due set in cui si è imposto 6 – 4, 6 – 4. A questo punto Djokovic ha compreso che era lì che si sarebbe infranto il suo sogno, addirittura sciogliendosi in lacrime nelle battute finali. Difficile dire se ciò sia avvenuto per infelicità, delusione o altro, sta di fatto che alla fine Djokovic non sembrava poi così deluso. In effetti questa sconfitta non toglie nulla alla sua stagione, che è stata giocata ai limiti dello straordinario. Non bisogna poi togliere nulla al valore della prestazione di Medevedev che è il secondo tennista nato dopo il 1990 a riuscire a vincere uno Slam. Questo anche per rendersi conto di quanto sia durato il monopoli del trio Federer – Nadal – Djokovic nel tennis moderno.

Nel torneo femminile abbiamo invece assistito a una piacevole sorpresa: solo 18 anni ma un’incredibile forza di volontà per Emma Raducanu, che si aggiudica giovanissima il suo primo titolo del Grande Slam in carriera agli US Open. Un successo che vale la conquista di numerosi primati: la tennista britannica diventa la prima a riuscire nell’impresa partendo dalle qualificazioni e la più giovane giocatrice in finale slam da Maria Sharapova nel 2004. Non ha potuto nulla Fernandez, che non è riuscita a contrastare i colpi di questa tennista straordinaria. Le due giocatrici si erano incontrate una sola volta, al secondo turno di Wimbledon Junior 2018, e in quell’occasione fu Raducanu ad aggiudicarsi la vittoria: la partita si chiuse con 6-2 6-4 a sfavore di Fernandez, che aveva appena vinto il Roland Garros Under 18. C’erano forti aspettative per questa finale di US Open, che ha segnato una svolta generazionale: una finale fra teenager non si vedeva dal 1999, quando ad affrontarsi furono due nomi di tutto rispetto come Serena Williams e Martina Hingis. Già durante la semifinale dello US Open Raducanu aveva sorpreso tutti, abbattendo Sakkari con un 6-1 6-4 e mantenendo una concentrazione e una calma davvero fuori dall’ordinario, considerata la giovane età. In finale ha dovuto arrendersi anche Fernandez, sconfitta con un 6-4 6-3. Un’impresa straordinaria per la tennista britannica, che ha ricevuto anche i complimenti della regina Elisabetta, la quale ha dichiarato come questo evento segni “un traguardo notevole che ispirerà la prossima generazione di giocatrici.”

US Open edizione 2020: risultati e resoconto

La centoquarantesima edizione dello US Open si è disputata dal 31 agosto 2020 al 13 settembre 2020. Si è trattato di un’edizione piuttosto atipica, considerato che il 2020 è stato anche l’anno in cui è scoppiata la pandemia da coronavirus. Nella stessa stagione Wimbledon è stato annullato, trasformando di colpo lo US Open nel secondo major stagionale. Inoltre alcuni dei campioni che avrebbero, in condizioni normali, preso parte al torneo hanno disertato a causa del covid. Tra questi Rafael Nadal e Bianca Andreescu, detentore e detentrice del titolo 2019. Ricordiamo infine che il pubblico non ha potuto assistere ai match, si è giocato quindi sempre a porte chiuse.

Come consuetudine si è giocato all’USTA Billie Jean King National Tennis Center di New York. Alcune fasi del normale svolgimento del torneo sono state tagliate e ridotte per ridimensionare la grandezza dell’evento e ridurre il rischio di contagio. La prima novità è che il torneo singolare maschile non è stato vinto, per la prima volta in anni, da nessuno dei big three (Nadal, Federer, Djokovic). A trionfare infatti è stato l’austriaco Dominic Thiem, testa di serie numero 2 del torneo e terzo in ranking ATP. L’unico dei tre giocatori storici in gara era Djokovic, non in grande forma, che è stato sconfitto agli ottavi da Carreno Busta. Lo spagnolo è stato sconfitto a sua volta dal tedesco Zverev in semifinale. Nell’atto conclusivo però l’austriaco Thiem ha piegato le velleità di Zverev con uno score di 3 set a 2 (2-6 4- 6 6-4 6-3 7-6).

Nel torneo femminile la Osaka ha confermato il suo ottimo stato di forma (dopo la vittorie all’Open australiano) vincendo in finale contro la Azarenka. Se la prestazione della giapponese non sorprende più di tanto, desta scalpore quella della finalista bielorussa che non era nemmeno tra le teste di serie. La Azarenka si impone sulle colleghe Haas, Sabalenka, Switek, Michova, raggiunge così i quarti di uno slam per la prima volta in quasi 5 anni. Prosegue a vincere con Mertens, Kenin e Serena Williams. Purtroppo per la bielorussa la sua corsa si arresta in finale con Naomi Osaka, al momento la tennista più forte del mondo, che deve comunque faticare per imporsi sulla rivale per 2 set a 1 (6-1 3-6 3-6). La Azarenka così finisce per perdere la sua terza finale agli open americani, la Osaka invece prosegue la sua striscia di vittorie.

US Open edizione 2019: risultati e resoconto

La 139ª edizione della quarta e ultima prova del Grande Slam è stata disputata dal 26 agosto all'8 settembre 2019, sui campi di cemento DecoTurf all'aperto dell'USTA Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows di New York. I campioni dei singolari maschile e femminile erano Novak Đoković e Naomi Ōsaka, eliminati dalla competizione al quarto turno, rispettivamente dagli svizzeri Stan Wawrinka e Belinda Bencic.

Il torneo US Open 2019 si è svolto in 14 giornate suddivise in due settimane. Al termine del torneo, vince il singolare maschile lo spagnolo Rafael Nadal, mentre il singolare femminile se lo aggiudica la canadese Bianca Andreescu. Il doppio maschile se lo aggiudica la coppia sudamericana Cabal/Farah, il doppio femminile il duo Mertens/Sabalenka, mentre il doppio misto lo vince la coppia Mattek-Sands/Murray.

US Open edizione 2018: risultati e resoconto

Gli US Open 2018 hanno coinciso con l’edizione numero 138 del torneo tennistico su campi di cemento DecoTurf all'aperto. Il torneo si è disputato in 14 giornate suddivise in due settimane, precisamente dal 27 agosto al 9 settembre 2018.

L’evento viene disputato presso l'USTA Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows a New York. I detentori uscenti dei singolari maschile e femminile sono Rafael Nadal e Sloane Stephens. Naomi Ōsaka vince il singolare femminile, Novak Djokovic conquista invece gli US Open 2018 in finale contro Juan Martin Del Potro: determinante il 6-3, 7-6, 6-3. Stagione poco esaltante infine per Roger Federer, che viene eliminato agli ottavi da Millman ed esce prestissimo dallo Slam, un evento che non si verificava dal 2015.

US Open di tennis: storia, vincitori e leggende

Le prime edizioni dello US Open, all'epoca ancora U.S. National Championship, si tennero sul terreno erboso di Newport nel Rhode Island. Furono stagioni dominate quasi sempre dagli stessi giocatori anche per l'influenza di una regola particolare definita challenge round, ovvero che il vincente del torneo aveva diritto l'anno seguente ad essere accreditato nuovamente in finale contro uno sfidante che aveva sbaragliato gli altri in un nuovo torneo regolare. Questa regola non fu più valida da 1911, nel frattempo il torneo aveva vissuto una totale dominanza statunitense, cessata solo nel 1926 dall'arrivo dei 4 moschettieri francesi (Jean Borotra, Henri Cochet, Jacques Brugnon e Renè Lacoste). Proprio nel 1926 avvenne la prima finale senza americani tra Lacoste e Borotra, fino al 1928 Newport continuerà ad essere terra di conquista parigina.

Arriva il tempo dei primi Grandi Slam, sia per gli uomini che per le donne: il primo a riuscirci è Don Budge nel 1938, conquistando un risultato che era sfuggito qualche anno prima in finale all'australiano Crowford. Le donne invece dovranno attendere ancora qualche anno, esattamente il 1953 con Maureen Connolly. Lo US Open è l'ultimo grande torneo dell'anno e quindi riuscire ad arrivare con la giusta forma e il giusto spirito e anche una questione di fortuna. Forse più dei Grandi Slam conquistati è la storia di quelli mancati a colpire, in particolare quella di uno dei giocatori comunemente posizionati nella top 10 di tutti i tempi: Björn Borg.

Lo svedese ha conquistato, in una carriera cominciata a 15 anni, 11 slam con filotti di vittorie impressionanti. Ciò nonostante perse ben 4 finali dello US Open nel giro di 6 anni. In più non deve essere stato semplice convivere con la presenza del talento ribelle di John McEnroe. Questi vinse il Grande Slam nel '79, l'anno dopo sconfisse Borg in finale allo US Open e lo stesso anche nel 1981. A quel punto lo svedese, sfibrato da una carriera di intensità assoluta, decise a 16 anni che era ora di appendere la racchetta al chiodo e si rese protagonista di uno dei ritiri sportivi più scioccanti della storia.

Protagoniste invece di una delle pagine più belle della storia sportiva italiana, scritta proprio sul cemento di Flushing Meadows, sono Flavia Pennetta e Roberta Vinci che disputarono nel 2015 l'unica finale tutta italiana che si sia mai disputata in uno slam. Ad aggiungere epicità ad una storia che ha fatto sognare ogni appassionato dello Stivale è stato il percorso che le due hanno fatto per giungere a questo risultato: Flavia Pennetta battè in semifinale la numero 2 del mondo Simona Halep, alla Vinci invece toccò l'insormontabile ostacolo Serena Williams, una delle giocatrici più vincenti della storia del tennis e all'epoca numero 1 incontrastata del ranking. Alla fine la favola si concluderà con la vittoria della Pennetta per 7-6, 6-2 sulla Vinci, per una finale che avrà solo sorrisi per entrambe.

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