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Scommesse Finale Europa League

La Finale dell’Europa League è lo step conclusivo della competizione. Si tratta dell’ultimo evento della fase ad eliminazione diretta del formato UEFA, in questo caso dell’Europa League. La finale comprende le due squadre che escono vincenti dalle semifinali.

La formazione vincitrice del torneo ottiene il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA contro la detentrice della Champions League e, dall’edizione del 2015, anche la qualificazione d'ufficio alla Champions League successiva.

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Dopo 25 anni, il secondo più prestigioso trofeo europeo torna in Italia grazie alla storica impresa dell'Atalanta a Dublino. Questa volta, infatti, i bergamaschi hanno fatto la storia: la Dea è ufficialmente la prima squadra italiana a trionfare nella moderna Europa League, riportando il trofeo nello Stivale un quarto di secolo dopo il Parma di Malesani. È un exploit straordinario, ottenuto infliggendo la prima sconfitta stagionale al Bayer Leverkusen, ormai non più imbattibile. A consegnare ai neroazzurri il loro primo trofeo internazionale è una clamorosa tripletta di Ademola Lookman, inarrestabile sul prato verde.

Il primo tempo vede i bergamaschi pressare con tempismo perfetto e grande energia, bloccando le linee di passaggio del Leverkusen, che fatica a costruire azioni pulite e perde numerosi possessi. Un lavoro di squadra eccezionale viene premiato dalla splendida doppietta di Lookman. Al 12', l'attaccante trova l'incrocio dei pali, sfruttando perfettamente un assist di Zappacosta, e poi raddoppia, superando tre difensori con un tunnel a Xhaka e sorprendendo Kovar con un destro ben calibrato.

Nella ripresa, il Leverkusen tenta timidamente di alzare il baricentro, ma non riesce mai a creare vere occasioni pericolose. L'Atalanta si dimostra perfetta anche nella protezione dell'area di rigore e, dopo aver difeso con grande compattezza, chiude la partita in contropiede. Scamacca avanza a centrocampo e serve nuovamente Lookman, che supera Tapsoba e lancia un potente tiro che trafigge Kovar per la terza volta. La prestazione del nigeriano è leggendaria, facendolo diventare il protagonista indiscusso della notte più memorabile nella storia del club. Con questa vittoria, l'Atalanta corona un percorso durato anni e insegna una grande lezione: nel calcio, a volte, la programmazione è più importante dei milioni.

Dopo un lungo percorso che ha portato le squadre fino a questo punto della competizione, Roma e Siviglia si affrontano per un appuntamento storico in quel di Budapest. Una giornata destinata a rimanere nella storia dei due club a prescindere dal risultato finale. La sfida sembra molto equilibrata, da una parte c'è il Siviglia di Monchi, club che ha giocato 6 finali di Europa League senza mai perderne una, dall'altra c'è José Mourinho, allenatore che non ha mai perso una finale europea in tutta la sua carriera. La gara entra nel vivo già nei primi minuti di gioco, quando nessuna delle due parti sembra trovare lo spunto giusto per sbloccare la situazione. La Roma riesce ad andare in gol per prima a metà del primo tempo con un gran gol di Paulo Dybala, l'argentino non sembrava nemmeno certo di giocare questa sfida, ma mette la firma con un gol importantissimo raccogliendo l'assist di Gianluca Mancini. Il primo tempo termina con la vittoria della squadra di Mourinho.

Nel corso del secondo tempo il Siviglia è costretto a cambiare i ritmi di gara per provare a ribaltare la situazione. Il gol del pareggio degli spagnoli arriva da un autogol di Gianluca Mancini che spedisce erroneamente in rete una palla messa in mezzo con un cross dalla parte destra del campo. La parità frena l'entusiasmo della Roma che sembra mollare la presa su una partita che sembrava avere in pugno fino a pochi minuti prima. La gara termina in pareggio per 1 a 1, tutto viene rimandato ai supplementari. Nessuna delle due squadre riesce a trovare il gol vittoria nonostante delle occasioni molto importanti della Roma con Belotti. Prima dei rigori Mourinho sostituisce molti giocatori che sarebbero potuti essere utili nella sfida dagli 11 metri con gli spagnoli, la causa di questa scelta è la stanchezza.

Probabilmente l'allenatore portoghese si sarà pentito di aver effettuato quei cambi, a sbagliare dal dischetto dell'area di rigore sono Ibanez e Mancini, ottima la prestazione del portiere del Siviglia Bono che si fa trovare pronto. La partita termina con il calcio di rigore di Gonzalo Montiel che calcia in rete l'ultimo rigore necessario agli spagnoli per alzare la coppa. Con questo successo il Siviglia conquista la sua settima vittoria in Europa League e si conferma la reggina di questa competizione. Si rompe il record di vittorie in finale di Mourinho nonostante una gara di tutto rispetto fino ai calci di rigore.

Evento incredibile quello andato in scena allo Stadio Ramón Sánchez-Pizjuán di Siviglia. Ad affrontarsi ci sono due squadre tra le meno attese del torneo, due favole destinate in un modo o nell'altro a lasciarci a bocca aperta in questo finale di stagione. Rangers e Eintracht Francoforte si affrontano per la finale di Europa League, in una sfida che regalerà sicuramente molte sorprese. Chi vincerà si porterà a casa il secondo trofeo più importante d'Europa strappandolo dalle mani degli ex campioni del Villareal. L'Eintracht arriva da un percorso favoloso che lo ha visto primeggiare anche contro gli strafavoriti del Barcellona, i Rangers sono invece quì dopo aver vissuta una favola che li ha visto partire da outsider e giungere almeno tra le prime due formazioni del torneo. La gara si preannuncia molto equilibrata.

  • Finale: 18 maggio presso lo Stadio Ramón Sánchez-Pizjuán, Siviglia
    Eintracht Francoforte – Rangers 1 – 1 (5-4 ai rigori)
    Rafael Santos Borré Maury 69’ (E)
    Joe Aribo 57’ (R)

Non c'è una vera e propria favorita, nessuna delle due formazioni era realmente considerata tra le papabili finaliste del torneo. Da una parte però l'Eintracht sembra arrivato all'ultima partita dopo aver convinto in un percorso tutt'altro che semplice, importante il loro successo contro il Barcellona. Evidentemente era destino il loro approdo in finale. I tedeschi, inoltre, hanno anche sconfitto la squadra che sembrava favorita dopo l'eliminazione dei blaugrana, ovvero il West Ham. Niente male anche il percorso dei Rangers che si sono imposti pesantemente in semimfinale contro il Lipsia.

La sfida inizia in modo molto equilibrato con una buona copertura difensiva da parte di entrambe le squadre. La prima formazione a trovare il giusto spunto è l'Eintracht al minuto 20 con una bella percussione di Knauff, McGregor riesce a toccare, la palla termina oltre il palo. Anche il secondo tempo inizia all'insegna della squadra di Francoforte con una bella girata di Lindstrom dal limite seguito dalla deviazione di Kamara. Il primo gol però arriva al minuto 57 per i Rangers: Sow va in retropassaggio, Tuta va in scivolata e libera la porta ad Aribo che a tu per tu con Trapp non sbaglia. La gioia degli scozzesi dura poco, a spezzare il vantaggio c'è il gol dell'Eintracht con Rafael Borré: Kostic trova lo spazio per infilare un cross basso, la zampata di Borre gli consente di riportare lo score in equilibrio sull'1 a 1. Le due squadre vanno ai supplementari ma nessuna riesce a trovare il gol necessario a chiudere la partita. Il discorso viene rimandato ai rigori, dove l'Eintracht Francoforte si dimostra superiore infilando tutti e 5 i penalty necessari e parando un calcio di rigore agli avversari. Ad avere il peso della roulette dei rigori sulle spalle è Ramsey. I tedeschi alzano la coppa e si conquistano un posto nella storia oltre che un posto nella prossima edizione della Champions League.

Che fortuna aver potuto assistere all’ultimo atto dell’Europa League 20/21. Questo devono avere pensato i 9412 tifosi che hanno potuto accedere allo Stadion Miejski di Gdansk per la finalissima tra Villareal e Manchester United. Non era affatto scontato, ricordiamolo, considerato che per tutto l’anno tutte le competizioni sportive si sono disputate a porte chiuse a causa dell’imperversare della pandemia da Coronavirus. Nell’inverno a cavallo tra il 2020 e il 2021 la pandemia è tornata con la terza ondata nel continente europeo, quindi lo sport è andato avanti ma senza pubblico. Per fortuna il buon sviluppo della campagna vaccinale ha fatto sì che almeno in questi ultimi atti delle competizioni europee fosse possibile almeno una piccola presenza di tifosi sugli spalti. Andiamo a vedere però com’è andato il match valido per la vittoria del torneo.

  • Finale: 26 maggio presso lo Stadium Miejski, Gdansk
    Manchester United – Villareal 1 – 1 (10-11 ai rigori)
    Moreno 29’ (V)
    Cavani 55’ (M)

I favori del pronostico pendevano dalla parte del Manchester United che aveva letteralmente asfaltato la Roma in semifinale. D’altronde il Villareal aveva eliminato l’Arsenal in semifinale e dimostrava di aver assorbito bene gli insegnamenti dell’espertissimo Emery, allenatore che aveva già vinto 3 volte questa competizione. Evidentemente era destino che arrivasse anche la quarta visto che il Villareal non solo ha partecipato alla prima finale della sua storia, ma l’ha anche vinta contro ogni pronostico. Emery schiera il tridente e a premiarlo è il solito Gerard Moreno, grande capocannoniere di questa stagione del sottomarino giallo. Moreno, l’uomo più atteso l’ha messa dentro al 29’ su una buona punizione di Parejo. Ovviamente però la costruzione di gioco del Manchester, seppur non così incisiva, ha comunque portato i suoi risultati. Al 55’ il pareggio è arrivato grazie a Cavani che ha colpito bene sull’assist di McTominay. Per l’uruguaiano fanno 10 gol in 26 presenza con i Reds. Il Villareal ha quel punto si è saggiamente coperto il più possibile e alla fine la partita è arrivata fino ai rigori. Qui le due squadre hanno dato vita a una serie interminabile con ben 10 gol per parte e nessuno che ha sbagliato il proprio tiro. L’hanno quindi decisa i portieri: prima Rulli ha parato il tiro di de Gea, poi ha segnato il suo con grande freddezza. E così ha potuto avere inizio la festa del Villareal, vincitore per la prima volta di un trofeo internazionale.

A causa dell’emergenza sanitaria mondiale, il calendario delle competizioni di Europa League è stato rivisto allo scopo di concludere la competizione recuperando le partite ancora da disputare. Al pari della Champions League, anche l’Europa League 2019/2020 è stata riorganizzata con la formula Final Eight, un piccolo torneo per otto squadre da disputare in Germania tra il 10 e il 21 agosto 2020.

La finale è stata disputata nella seguente data alle ore 21:00 CET:

  • Finale: 21 agosto a Colonia

Danzica, ovvero la sede prevista inizialmente per la finale, è stata posticipata al 2021. Di conseguenza, come accade per la Champions League, slittano anche le altre in programma: Siviglia al 2022 e Budapest al 2023.

Proprio il Siviglia è stata una delle due finaliste, l’altra è stata l’Inter, in virtù delle vittorie in semifinale rispettivamente contro Manchester United e Shakhtar Donetsk. Di seguiti i risultati delle semifinali dell’Europa League 19/20.

Manchester United – Siviglia 0 – 2

Inter – Shakhtar 5 – 0

La finale che ha visto contrapposte Inter e Siviglia è stata una partita rocambolesca e molto tesa, di seguito andiamo a vedere qual è stato il risultato.

Inter – Siviglia 2 – 3

Lukaku 5’ (I)
de Jong 12’ (S)
de Jong 33’ (S)
Godin 36’ (I)
Lukaku (autogol) 74’ (S)

L’Inter parte subito bene andando in vantaggio con Lukaku al quinto, poi il Siviglia la ribalta grazie al suo bomber di scorta de Jong che colpisce con due perfetti colpi di testa. Sul finale di primo tempo arriva il gol di un altro giocatore abituato a giocare e segnare nelle finali: Diego Godin. Al 74’ però arriva la beffa: Diego Campos colpisce in rovesciato un pallone vagante, la traiettoria porterebbe la sfera fuori ma proprio Lukaku cede al riflesso di colpire il pallone, lo fa goffamente e batte verso la propria porta. Il Siviglia così vince la sua sesta Europa League confermandosi la squadra dei record di questa speciale competizione.