Dal 14 giugno al 15 luglio 2018 la Russia ospita i Campionati del Mondo. L'edizione precedente si è svolta nel 2014 in Brasile, concludendosi con il trionfo della Germania in finale per 7-1 proprio contro i padroni di casa verdeoro.

Le squadre partecipanti alla fase finale del torneo sono 32, suddivise in 8 gruppi, provenienti da ogni angolo del mondo. Oltre alla Russia, che ospita il torneo, le squadre partecipanti sono le sudamericane Brasile, Argentina, Perù, Colombia e Uruguay, le centro-nord americane Messico, Panama e Costa Rica, le africane Nigeria, Marocco, Tunisia, Egitto e Senegal, le asiatiche Corea del Sud, Iran, Giappone e Arabia Saudita, e l'Australia dall'Oceania. Dal continente europeo si qualificano Belgio, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia, Islanda, Serbia, Polonia, Svizzera, Portogallo, Croazia, Svezia e Danimarca. Gli organici delle nazionali propongono i migliori calciatori in circolazione che, svestita la casacca del club di appartenenza, sposano pienamente la causa della propria nazionale, dando il massimo in ogni gara per il proprio paese.

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In attesa della competizione che avrà inizio a giugno, analizziamo alcune delle formazioni già qualificate.

Continente europeo

Le squadre provenienti dai gironi della Uefa sono ben 14, a seguito delle qualificazioni iniziate a settembre 2016 e durate poco più di un anno.

La Russia, squadra ospitante non può certamente essere inserita nella rosa delle favorite per la vittoria finale, ma ha le qualità e l'esperienza per dire la propria nel torneo e superare il la prima fase a gironi. La formazione del commissario tecnico Stanislav Čerčesov presenta calciatori di medio-alto livello nella propria rosa, molti dei quali hanno già accumulato esperienza in competizioni prestigiose come Mondiali, Champions League ed Europa League: si tratta del portiere Igor' Akinfeev, dei centrocampisti Aleksandr Samedov, Jurij Žirkov, Alan Dzagoev e Denis Glušakov, e dell'attaccante Artem Dzyuba.

A partire dal 1991, dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, la nazionale russa non ha ottenuto grandi risultati in questa manifestazione, qualificandosi in tre occasioni alla fase finale nel 1994, nel 2002 e nel 2014, ma non riuscendo a superare la fase a gironi. I migliori risultati giunsero invece prima del crollo dell'Urss, quando la nazionale sovietica raggiunse i quarti di finale per ben tre volte, nel 1958, nel 1962 e nel 1970: il miglior piazzamento in assoluto risale invece al Mondiale disputato in Inghilterra nel 1966, quando ottenne un prestigioso quarto posto.

Impossibile poi non citare nazionali europee blasonate come Germania, Inghilterra, Spagna e Francia, tutte pronte a darsi battaglia per superare la fase a gironi, per poi giocarsela nelle sfide ad eliminazione diretta, con l'ambizione di giungere in finale.

La Germania parte con l'obiettivo di trionfare nuovamente in un torneo mondiale dopo la vittoria a Brasile 2014. Le gare di qualificazione hanno mostrato una formazione tedesca già preparata mentalmente e fisicamente alle partite più dure, che certamente avranno luogo nel corso della competizione. L'ossatura della Germania è la stessa da diversi anni: il portierone Neuer, il reparto difensivo retto da Boateng e Hummels, in mezzo al campo la qualità sopraffina di Kroos, l'intelligenza di Khedira e la fantasia di Ozil, infine la tenacia e il senso del gol di Muller. A questi fuoriclasse si sono aggiunti prospetti piuttosto interessanti come Rudiger, Draxler, Goretzka e Werner.

La nazionale inglese, lasciatasi alle spalle l'incredibile generazione dei Rio Ferdinand, Terry, Lampard, Gerrard e Rooney, che non sono però stati in grado di portare la squadra alla vittoria, riparte da una vera e propria fucina di talenti, che ha come spina dorsale alcuni giocatori del Tottenham, uno dei club attualmente più forti in Premier League. Il trio è formato dal solido e fisico Eric Dier, abile a giocare sia come difensore centrale, sia come mediano, dal fantasista Dele Alli, classe '96 e dal potente centravanti Harry Kane, vera stella della squadra, che grazie alle sue doti tecniche e al suo grande fiuto per il gol, ha trascinato la nazionale alla qualificazione diretta ai Mondiali.

Anche la Spagna sta cercando di rinnovarsi dopo i trofei conquistati tra 2008 e 2012: prima il campionato europeo 2008 in Austria e Svizzera, poi il mondiale in Sudafrica e infine gli Europei in Polonia e Ucraina. La formazione spagnola presentava all'epoca dei fuoriclasse assoluti come Piqué e Ramos, i centrocampisti Xabi Alonso, Xavi, Fabregas e Iniesta, gli attaccanti Villa e Torres. Di questi calciatori sono rimasti solamente i due centrali di difesa, Fabregas e Iniesta, ma sono cresciuti altri calciatori di assoluto valore come Koke , Thiago Alcantara, Isco, Asensio e il centravanti ex Juventus Alvaro Morata. Dopo la brillante qualificazione, le furie rosse partono per la Russia con grande ambizione e con il solo obiettivo di arrivare in finale e vincere.

Anche per la Francia questo sembra essere il solo scopo della visita in terra russa. La nazionale transalpina non vince il trofeo ormai da vent'anni, proprio dal Mondiale casalingo del 1998. La squadra allenata da Didier Deschamps presenta una rosa davvero competitiva, piena di talenti giovani che coprono ogni zona del campo: i giocatori più rappresentativi sono certamente il difensore centrale Raphael Varane del Real Madrid, il centrocampista ex Juventus Paul Pogba e il formidabile attaccante dell'Atletico Madrid Antoine Griezmann.

Ma la vera sorpresa delle qualificazioni europee è l'Islanda, già protagonista degli Europei 2016, che si ripropone due anni più tardi con lo stesso entusiasmo e con un organico pressoché identico. La squadra scandinava è riuscita ad ottenere il primo posto nel suo gruppo, lasciandosi alle spalle nazionali importanti come Croazia, Ucraina e Turchia, fornendo prestazioni di tutto rispetto e facendo valere quasi sempre il fattore campo. Le partite giocate allo stadio Laugardalsvöllur hanno visto sempre trionfare la squadra di casa, grazie al supporto dei calorosi 20.000 spettatori, circa un sesto dei 130.000 abitanti che conta l'intero paese. Ma non è solamente il supporto dei tifosi a spingere gli islandesi: la rosa della nazionale è molto competitiva e il movimento calcistico sta crescendo di anno in anno. Molti giocatori militano nei club inglesi o italiani, come Sigurdsson, Hallfredsson, Bjarnason e Sigthorsson, ritagliandosi un ruolo importante nelle rispettive squadre.

Continente americano

 

Dalle partite di qualificazione della CONCACAF (Sudamerica) e del CONMEBOL (Centro e Nord America), diverse nazionali si sono garantite la partecipazione ai Mondiali russi. Le qualificazioni sudamericane hanno offerto grandi emozioni e i verdetti dell'ultima giornata hanno riservato alcune sorprese e diverse conferme, tra cui il Brasile, primo classificato nel girone con molti punti di vantaggio sull'Uruguay, che si è piazzato al secondo posto; Argentina e Colombia hanno invece ottenuto il pass per la Russia solo all'ultima giornata, con molti brividi per i rispettivi ct Sampaoli e Pekerman.

La formazione verdeoro è una delle nazionali candidate ad arrivare fino in fondo alla manifestazione, non solo per la sua storia di successi in questa competizione, essendo l'unica squadra ad aver alzato la Coppa per ben cinque volte, ma soprattutto per la grande quantità di talento a disposizione dell'allenatore Tite.

I verdeoro, dopo la tremenda disfatta del Maracanazo nel 1950, trionfarono nel 1958, nel 1962, nel 1970, nel 1994 e nel 2002. Nella loro storia le nazionali brasiliane hanno sempre dato spettacolo con il gioco spumeggiante orchestrato da calciatori fenomenali come Pelé, Garrincha, Falcao, Romario, Ronaldo, Ronaldinho, Rivaldo e moltissimi altri ancora.

La squadra attuale propone forse meno talenti cristallini di altre compagini del passato, ma i giocatori che compongono l'organico del Brasile sono ad ogni modo di altissimo livello: la difesa vede i formidabili terzini Dani Alves e Marcelo e il centrale Thiago Silva; a centrocampo agiscono il madridista Casemiro a protezione della difesa e due fantasisti come Coutinho e Willian; il reparto d'attacco è impreziosito dalla presenza della grande stella del Paris Saint Germain Neymar, capitano e leader dei sudamericani.

È merito invece del leader della nazionale argentina la qualificazione dell'Albiceleste ottenuta nel corso dell'ultima gara del girone in casa dell'Ecuador: una tripletta della “Pulce” Messi regala una grande gioia ai tifosi argentini, che avranno quindi la possibilità di godersi la competizione da protagonisti. La stella del Barcellona non sarà certo l'unico protagonista delle prestazioni argentine: l'organico di Sampaoli propone, soprattutto nel reparto offensivo, una serie di talenti incredibili come Angel Di Maria, Paulo Dybala e Mauro Icardi, senza dimenticare il regista della squadra Biglia e il difensore centrale Garay. Nonostante la soffertissima qualificazione, l'Argentina vola in Russia con la voglia di riscattare la finale della precedente edizione, persa contro la Germania ai tempi supplementari.

Ma il girone sudamericano ha proposto anche altre nazionali molto competitive, come la Colombia di Pekerman, determinata a fare un'ottima figura nella competizione, grazie alla sua rosa giovane e talentuosa. In difesa ci sono calciatori d'esperienza come Cristian Zapata e Pablo Armero, mentre è in mezzo al campo e in avanti che il tecnico ha a disposizione un'ampia scelta: dai centrocampisti Edwin Cardona e Carlos Sanchez, passando per l'ala destra Juan Cuadrado e per il trequartista James Rodriguez, fino ad arrivare alle punte Carlos Bacca, Radamel Falcao e Luis Muriel.

Per ciò che riguarda la zona centrale e settentrionale del continente, ci sono due squadre che si sono messe in luce nel corso delle partite dei gironi, Messico e Panama.

La squadra messicana è certamente un habitué delle competizioni mondiali, con le sue sette partecipazioni consecutive nelle ultime sette manifestazioni: calciatori come il difensore Moreno, il centrocampista Herrera e la punta Hernandez rendono la nazionale molto insidiosa e una delle possibili outsider dei Mondiali 2018.

Per il Panama, al contrario, si tratta della prima qualificazione ai campionati mondiali, ottenuta con un gol quasi allo scadere dell'ultimo match del girone di qualificazione contro il Costa Rica, terminata 2-1 per i panamensi. La sorprendente partecipazione del Panama ha impedito agli Stati Uniti, una delle squadre più ambiziose di quell'area, di volare in Russia la prossima estate. Il selezionatore del Panama Hernan Dario Gomez ha assemblato una nazionale piena di calciatori che militano in gran parte nei campionati nazionali americani, dando un'anima e uno spirito guerriero ai suoi giocatori, che ha permesso loro di passare il turno.

Continente africano

Le gare di qualificazione della confederazione africana (CAF) hanno messo in risalto diverse nazionali interessanti, tra cui Egitto e Nigeria, che prenderanno parte alla manifestazione russa a seguito della vittoria del proprio girone di qualificazione.

La squadra egiziana è allenata dal celebre Hector Cuper, tecnico che allenò Valencia e Inter tra il 1999 e il 2003. Cuper è stato in grado di portare l'Egitto ai Mondiali 2018, facendo affidamento sulla leadership, la personalità e le eccezionali qualità tecniche della sua stella Mohamed Salah, che è anche riuscito a segnare il gol decisivo nella gara contro la nazionale della Repubblica Democratica del Congo, sconfitta per 2-1. La nazionale egiziana non prende parte alla manifestazione da Italia '90, quando fu eliminata al primo turno.

La Nigeria, allenata dal tedesco Gernot Rohr, fa registrare la sua sesta partecipazione alla competizione, dopo gli ottimi risultati ottenuti negli anni '90 e '2000. L'ultimo risultato prestigioso sono stati gli ottavi di finale raggiunti a Brasile 2014, grazie alla gestione tecnica dell'allenatore Stephen Keshi. L'attuale rosa comprende calciatori di buon livello, ma nessun grande talento come negli anni '90 quando esplosero calciatori come Kanu, Okocha, Babangida, Yekini e Amunike. I calciatori più importanti sono il centrocampista ex Chelsea Obi Mikel, gli esterni Musa e Moses e le punte Iwobi e Iheanacho.

Continente asiatico

Le qualificazioni della confederazione asiatica (AFC) hanno evidenziato delle nazionali di discreto livello tecnico, ma una delle storie più interessanti è quella legata all'Iran, qualificatasi in anticipo ai Mondiali in Russia.

La nazionale di calcio iraniana, attualmente allenata dal portoghese Queiroz, non ha una grandissima tradizione a livello internazionale, ma ad ogni modo ha preso parte a diverse edizioni della Coppa del Mondo, non riuscendo però mai a superare il primo turno. I primi campionati mondiali disputati dalla squadra iraniana sono stati quelli del 1978 in Argentina, che videro la vittoria finale dei padroni di casa. In seguito giocò il Mondiale di Francia '98, dove ottenne il suo primo successo in questa manifestazione battendo gli Stati Uniti per 2-1.

Le altre due partecipazioni risalgono al 2006 in Germania e al 2014 in Brasile. La nazionale dell'Iran disputò una gara molto importante nel mondiale 2014, mettendo in enorme difficoltà l'Argentina, una delle favorite per la vittoria finale. Il 21 giugno 2014 la gara venne risolta dal capitano dell'Albiceleste Lionel Messi solo al 91', con una rete da campione che punì oltremodo i giocatori iraniani.