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Il pallone dei Mondiali di Russia 2018 è “Krasava”, espressione che i russi utilizzano spesso all'indirizzo di un calciatore autore di una rete o di una giocata spettacolare.

L'azienda che storicamente si occupa della produzione del pallone ufficiale per la manifestazione sportiva dei Mondiali è la multinazionale Adidas, che intraprende questa tradizione nel 1970, in occasione del campionato disputato in Messico.

Da lì in avanti Adidas si impegna nella ricerca del pallone perfetto, cercando di migliorarlo ogni quattro anni, con lo scopo di consegnare nelle mani degli organizzatori il pallone più all'avanguardia del momento.

La compagnia tedesca ha sempre tentato di fabbricare palloni non solamente funzionali, ma anche esteticamente gradevoli, assegnando una grande importanza anche all'aspetto esteriore, tutt'altro che secondario per gli appassionati di questo sport.

Il pallone Krasava dell'Adidas sarà presente in ognuna delle 64 gare del fitto calendario dei Mondiali 2018. Per non perdervi nulla della manifestazione sportiva clou del 2018 e e consultare le nostre quote sui Mondiali, visitate la sezione speciale dedicata all'evento e aprite il vostro conto gioco!

Krasava: il pallone ufficiale di Russia 2018

Krasava, il pallone dei Mondiali 2018, ha esordito nella Confederations Cup 2017. La struttura è costituita da pannelli che rendono il pallone più controllabile e consentono di prevedere meglio la traiettoria quando è in volo.

“Krasava” presenta una superficie di colore bianco, ma propone diverse immagini contraddistinte invece dal rosso e dal nero, che mostrano dei supporter sugli spalti di alcuni stadi: questo per sottolineare la centralità del tifo nel sistema calcio e dimostrare quanto sia fondamentale la sua presenza nel contesto di un match allo stadio.

È stato inserito inoltre un particolare logo a forma di cuore che, combinato al binomio di colori rosso-nero, fa riferimento alla passione del tifoso di calcio, rievocando il battito cardiaco e l'adrenalina provocata dall'evento sportivo.

Dopo aver osservato nel dettaglio le caratteristiche del pallone ufficiale dei Mondiali 2018, vi proponiamo una panoramica dei palloni che hanno contraddistinto le edizioni dei tornei precedenti, dal 1970 ad oggi.

Telstar: il primo pallone Adidas

Gli anni '70 segnano l'inizio della partnership tra Adidas e FIFA per la progettazione del pallone, che tende sempre a diventare il simbolo dei campionati mondiali e che rimane ad ogni modo nella storia della competizione.

Il primo pallone in assoluto che la compagnia tedesca pensa appositamente per un campionato mondiale, è quello ideato per la manifestazione del 1970 giocata in Messico. Prende il nome di Telstar il primo pallone in assoluto che presenta la struttura, ormai divenuta classica, di pentagoni neri su fondo di colore bianco: si tratta di 12 pentagoni neri e di 20 esagoni bianchi, tutti in cuoio, tipico materiale utilizzato per questi oggetti. Anche per i Mondiali del 1974 in Germania viene utilizzato nuovamente il Telstar, questa volta denominato Telstar Durlast, tuttavia quasi identico a quello di quattro anni prima. Una curiosità è che il nome Telstar deriva dal primo satellite artificiale posto in orbita geocentrica, usato nelle telecomunicazioni via satellite.

Tango: il pallone protagonista di sei Mondiali

Il secondo paradigma di pallone firmato Adidas è il celeberrimo Tango, che esordisce per la prima volta in assoluto ai campionati mondiali 1978 in Argentina. Il disegno presenta, ancora come il Telstar, 32 pannelli, 20 esagoni e 12 pentagoni, che creano però l'effetto ottico di 12 cerchi identici. Il nome viene scelto prendendo ispirazione da una delle passioni che contraddistinguono la cultura argentina, ovvero il tango, ormai diffuso in tutto il mondo. Per ciò che riguarda le modifiche tecniche, ricordiamo che il pallone del 1978 propone una maggiore resistenza alle condizioni atmosferiche.

Il pallone ufficiale del trionfo del 1982 della nazionale italiana in questa manifestazione è sempre un Tango, che prende il nome di Tango España, per via del torneo organizzato in Spagna. L'estetica del pallone non subisce modifiche, tuttavia ci sono delle innovazioni tecnologiche come la presenza di cuciture sigillate che rafforzano l'impermeabilità del pallone in caso di pioggia.

La vera rivoluzione arriva durante i campionati del mondo 1986 con il Tango Azteca, primo pallone sintetico progettato da Adidas. Grazie al materiale sintetico, il pallone presenta maggiore resistenza alle condizioni atmosferiche e riesce soprattutto a non consumarsi troppo in fretta, acquisendo maggiore durevolezza. Dal punto di vista estetico, i pannelli del Tango Azteca propongono dei motivi che rievocano le architetture e i murales aztechi.

I Mondiali del 1990, disputati in Italia, presentano l'Etrusco Unico, sempre caratterizzato dalla solita struttura estetica del Tango, ma con un design complesso e piuttosto differente, che ricorda le opere architettoniche dell'arte etrusca. Dal lato tecnico, il pallone propone un'impermeabilità mai vista fino al 1990, grazie all'inserimento di una sostanza particolare, la schiuma di poliuretano semirigido, che rende l'oggetto anche più scorrevole e veloce.

I palloni delle due edizioni successive, Usa '94 e Francia '98, mostrano dei leggeri accorgimenti tecnici ma non differiscono di molto dall'Etrusco Unico. Il Questra americano presenta un particolare disegno che rievoca la corsa allo spazio e le tecnologie spaziali americane; il Tricolore francese propone invece, come si evince dal nome stesso, la bandiera transalpina e il celebre simbolo francese, il galletto.

I palloni del nuovo millennio

Adidas decide di abbandonare il classico design del Tango, che aveva caratterizzato gli ultimi due decenni di Mondiali, e di cambiare completamente stile, sfruttando il primo campionato mondiale in Oriente. Il pallone ufficiale di Giappone e Corea del Sud 2002 prende il nome di Fevernova e assume le fattezze di un vero oggetto orientale, basato sulle specificità culturali del mondo asiatico. Inoltre il telaio a triplo strato consente al pallone di assumere traiettorie più precise e maggiormente controllabili.

Il quarto mondiale conquistato dall'Italia nel 2006 viene disputato con il Teamgeist, un pallone interamente rinnovato rispetto all'edizione precedente. Il design è assolutamente modificato, con 14 pannelli, che riduce di molto l'area delle termosaldature, migliorando notevolmente le prestazioni del pallone. Il Teamgeist è rivestito in nero, bianco e oro, colori che ricordano il calcio tedesco, mentre il nome in lingua tedesca sta a significare “spirito di squadra”.

Nell'ambito del campionato del mondo di Sudafrica 2010, Adidas rilascia il celebre Jabulani, che tradotto dallo zulu significa “festeggiare”. Sulla sua superficie è presente un disegno composto da 11 colori, che rappresentano gli undici che scendono in campo per ogni squadra.

Il pallone utilizzato nei Mondiali brasiliani del 2014 prende invece il nome di Brazuca, sempre progettato dai tedeschi dell'Adidas. Brazuca è un termine autoctono che indica l'orgoglio del popolo brasiliano. Il verde, blu e rosso presenti sul rivestimento del pallone si ricollegano ai colori classici del tipico braccialetto portafortuna indossato abitualmente in Brasile.