Semifinali mondiali 2018

Le semifinali dei Mondiali Russia 2018 si giocano il 10 luglio presso la Zenit Arena di San Pietroburgo (ore 20 italiane) e l'11 luglio a Mosca Lužniki (ore 20 italiane), mentre la “finalina” ha luogo il 14 luglio 2018 a San Pietroburgo.

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32 le squadre partecipanti alla manifestazione, ospitata nuovamente in Europa dopo 12 anni. La formula è sempre la stessa: 32 club calcistici suddivisi in otto raggruppamenti da quattro squadre ciascuno. Le squadre giocheranno dal 14 giugno al 15 luglio 2018 in 12 diversi stadi russi: lo Stadio Lužniki di Mosca ospita la finalissima, ma si gioca anche sui campi della Spartak Arena di Mosca, della Zenit Arena di San Pietroburgo, dell'Arena Baltika di Kaliningrad, della Kazan Arena, del Nižnij Novgorod, del Futbol'nyj stadion di Samara, della Volograd Arena, della Mordovija Arena di Saransk, della Rostov Arena, dello Stadio Olimpico Fist di Sochi e dello Stadio Centrale di Ekaterinburg.

Le semifinali più belle della storia dei Mondiali

Goleade, stelle nascenti, racconti di viaggio, storie di calcio che si intersecano con vicende politiche, usi e costumi dei paesi ospitanti, sogni, incubi ed emozioni, tutto questo e molto di più è la Coppa del Mondo di calcio, una manifestazione calcistica che ogni 4 anni induce tutti gli appassionati a stare con gli occhi incollati agli schermi delle televisioni, sperando nella vittoria della propria nazionale.

Ripercorriamo alcune delle semifinali memorabili della storia di questa competizione, tra cui anche diverse gare che vedono protagonista la nazionale italiana, che purtroppo non è stata in grado di qualificarsi ai Mondiali russi: non succedeva da ben 60 anni.

Italia – Austria 1934

Tra le semifinali da ricordare c'è sicuramente Italia – Austria di Italia 1934, disputata al San Siro di Milano il 3 giugno 1934. L'Austria veniva da due partite in cui aveva eliminato la Francia e l'Ungheria, mentre l'Italia approdava in semifinale dopo un sofferto doppio confronto con la Nazionale spagnola del portiere Zamora.

La semifinale tra Italia ed Austria si rivela combattutissima, con gli azzurri impegnatissimi nella marcatura di Sindelar. L'azione decisiva viene messa in moto da Schiavio, che calcia la palla verso la porta avversaria difesa dal portiere Platzer, il quale non riesce a trattenere il pallone: sulla respinta si inserisce Meazza di testa, ma, mentre la palla trova lo specchio della porta, Guaita si rende protagonista con un tocco decisivo che manda la palla in rete e toglie di fatto il gol al compagno. Il gol viene convalidato tra le polemiche per presunto fallo di Meazza sull'estremo difensore austriaco. La Nazionale Azzurra si aggiudica la semifinale in casa contro gli austriaci per 1-0. Al termine del campionato mondiale, dopo aver vinto la finale contro la Cecoslovacchia per 2-1, l'Italia si laurea campione del mondo per la prima volta.

Italia – Brasile 1938

La Coppa del Mondo 1938, allora definita Coppa Rimet, era ospitata dalla Francia. La semifinale, disputata allo Stadio Vélodrome di Marsiglia il 16 giugno 1938, vedeva protagoniste l'Italia e il Brasile, impegnate in una vera e propria sfida all'ultimo respiro, una di quelle che vale più della finalissima. Sicuri di avere il successo in pugno, i verdeoro avevano già acquistato i biglietti per Parigi, città che avrebbe ospitato la finale, ma senza fare i conti con gli azzurri che in quell'occasione incontravano i brasiliani per la prima volta. L'Italia vince per 2-1 con il classico contropiede all'italiana: Colaussi porta gli Azzurri in vantaggio al 51', poi è Meazza a calciare il rigore decisivo, tenendo i pantaloncini con la mano per via dell'elastico strappato. Un successo mondiale per l'Italia, sia a livello tecnico sia agonistico.

Dopo la scottante sconfitta, a causa del sentimento di rabbia, i brasiliani si rifiutano di cedere i propri biglietti aerei per Parigi agli Azzurri che raggiungono la Capitale francese in treno, dove vincono la finale contro l'Ungheria conquistando il loro secondo titolo mondiale.

Inghilterra - Portogallo 1966

Il campionato ospitato dall'Inghilterra nel 1966 vede due semifinali di altissimo livello: i tedeschi della Germania Ovest affrontano i sovietici dell'URSS, mentre i padroni di casa devono arginare il Portogallo del fuoriclasse Eusebio. Le due gare sono molto combattute: nella prima gara i tedeschi vincono di misura per 2-1 sui sovietici con le reti di Haller e Beckenbauer, mentre Porkujan segna il gol dell'URSS.

La partita più spettacolare è quella tra i britannici e i lusitani, che si svolge nella cornice dello stadio di Wembley il 26 luglio 1966. L'Inghilterra fa affidamento sul suo pubblico caloroso, che riesce sempre a dare un grande supporto e ad accrescere il livello delle prestazioni, soprattutto nell'ambito del mondiale casalingo. Ma gli inglesi devono affrontare una compagine assai agguerrita come quella portoghese, che punta sul talento eccezionale di Eusebio per arrivare in finale.

Il match è molto equilibrato, ma la squadra inglese si dimostra più continua e determinata in tutto il corso della partita. Il gol del talento britannico Bobby Charlton porta in vantaggio gli inglesi al 31', approfittando di una respinta corta del portiere lusitano su tiro ravvicinato di Hunt; si scatena quindi la reazione dei portoghesi che, guidati da Eusebio, dominano nei minuti finali del primo tempo e ad inizio ripresa, non trovando però la rete del pareggio. Si arriva così all'80', quando è ancora Charlton a segnare, permettendo alla propria nazionale di raddoppiare con un tiro dal limite di prima intenzione; il Portogallo non si arrende, si guadagna un penalty all'82', trasformato da Eusebio, che batte Banks siglando l'1-2. Nei minuti successivi c'è un assedio nell'area di rigore inglese, ma le occasioni portoghesi di Simoes e Coluna vengono sventate dal formidabile portiere Banks, in grado di preservare un risultato che garantisce l'accesso alla finale contro la Germania Ovest, vinta poi per 4-2 dopo i supplementari.

Italia – Germania Ovest 1970

Un'altra semifinale che possiamo considerare più importante di una finale di Mondiale è quella disputata da Italia e Germania Ovest il 17 giugno 1970 in occasione delle semifinali del Mondiale di Messico 1970. La partita, giocata presso lo Stadio Azteca di Città del Messico, è stata ribattezzata come la “partita del secolo” e resta ancora oggi uno dei confronti più emozionanti del calcio agonistico.

L'Italia comincia il match tentando di stancare l'avversario ed evitare i tentativi di attacco. All'ottavo minuto arriva la svolta: Boninsegna riceve la palla e con un tiro potentissimo sorprende l'estremo difensore tedesco Maier dal limite dell'area. I successivi 80 minuti vedono l'Italia in assetto difensivo, poi, due minuti e mezzo dopo la fine dei tempi regolamentari, Karl-Heinz Schnellinger segna la rete del pareggio, un fatto insolito poiché, all'epoca, gli arbitri fischiavano la fine allo scadere del 90º minuto senza mai protrarre il gioco. Iniziano così i tempi supplementari: rimangono nella storia i gol di Gerd Müller e quello di Tarcisio Burgnich su un errore difensivo tedesco.

Nell'ultimo minuto del primo tempo supplementare gli Azzurri passano in vantaggio con un rocambolesco assolo di Riva in contropiede. Al quinto minuto del secondo tempo supplementare, la Nazionale tedesca agguanta il pareggio, poi un'azione straordinaria riporta l'Italia in vantaggio dopo appena 60 secondi: palla a centrocampo, nessun intervento dei tedeschi, Rivera sul pallone ed è gol. Il 4-3 regala alla Nazionale italiana l'accesso alla finale dei Mondiali dopo 32 anni. L'impresa degli Azzurri viene festeggiata nelle piazze italiane per tutta la notte, dove alcune macchine italiane vengono incendiate dai tifosi tedeschi ancora inferociti dalla sconfitta.

Polonia – Italia 1982

Giovedì 8 luglio 1982, presso lo Stadio Camp Nou di Barcellona, andava in scena la semifinale Polonia – Italia della Coppa del Mondo Spagna 1982. Gli Azzurri di Enzo Bearzot sfidano i polacchi nel confronto che vale l'accesso alla finale della Coppa del Mondo. L'Italia viene dall'inaspettata eliminazione dell'Argentina e del Brasile e si trova ad affrontare la Polonia contro cui non è mai andata oltre lo 0-0. L'Italia è favorita dalle prestazioni di Paolo Rossi, autore di una tripletta ai danni del Brasile.

É proprio il bomber Pablito a segnare il gol del vantaggio dopo appena 22 minuti di gioco, gettandosi sul pallone vagante in area su punizione di Antognoni. Il Camp Nou si tinge di azzurro.

La Nazionale polacca tenta di reagire con Kupcewicz che prova a sorprendere il portiere azzurro Zoff ma senza successo. Nella ripresa, gli Azzurri tentano di difendere il risultato, poi, al 73', chiudono i giochi: Rossi aggancia la palla da due passi, non sbaglia e sigla il gol del definitivo 2-0.

Dopo ben 12 anni, l'Italia torna a giocare una finale dei Mondiali che vincerà qualche giorno più tardi contro la Germania occidentale.

Francia - Germania 1986

Il campionato mondiale organizzato in Messico nel 1986 propone due semifinali piuttosto interessanti: la sfida tra Argentina e Belgio, che vede il successo agevole dell'Albiceleste con una doppietta di Maradona, e lo scontro tra le superpotenze europee Francia e Germania. Allo stadio Jalisco di Guadalajara va in scena l'incontro tra la nazionale transalpina di Henri Michel e quella tedesca di Beckenbauer. Entrambe le rose appaiono molto competitive: i francesi sono guidati in campo dalla stella Michel Platini, supportata da Tigana e Bellone; i tedeschi presentano una serie di formidabili campioni come il terzino Brehme, i centrocampisti Matthaus e Magath e il suo attaccante di riferimento, nonché capitano, Rummenigge.

La gara è comandata dalla Germania, che passa subito in vantaggio con una punizione guadagnata da Rummenigge e battuta da Brehme all'8', con un sinistro tremendo verso il primo palo del portiere francese Bats, che non è in grado di evitare il gol. I francesi cercano di organizzare una reazione, riprendendo il pallino del gioco in mano: sugli sviluppi di una punizione Platini calcia verso la porta tedesca, il portiere Schumacher respinge ma sui piedi del francese Bossis, che si divora la rete del pareggio a porta sguarnita. La squadra transalpina non riesce a infilare l'estremo difensore tedesco anche nelle diverse occasioni create nel prosieguo della gara: solo al 67' Platini supera Schumacher, ma il guardalinee alza la bandierina e l'arbitro fischia il fuorigioco. Gli sforzi della Francia sono vanificati poi al 90', quando Rudi Voeller viene servito da Allofs e sigla il 2-0 definitivo con un pallonetto che si insacca alle spalle del portiere francese. La Germania accede quindi alla finale di Città del Messico, che perde poi contro Maradona e la sua Argentina per 3-2.

Italia-Argentina 1990

Il 3 luglio 1990, presso lo Stadio San Paolo di Napoli, Italia e Argentina si affrontano nelle semifinali del Mondiale Italia '90. In campo c'è Vialli al fianco di Schillaci. La partita si sblocca al 17', quando, su un tiro di Vialli si inserisce Schillaci che porta in vantaggio l'Italia. Nella ripresa, Caniggia di testa conquista il gol del pareggio, poi è il turno di Baggio, ma il suo ingresso non cambia il punteggio e si va quindi ai rigori. L'Argentina li centra tutti, mentre Goycochea riesce a neutralizzare i tiri di Donadoni e Serena, portando l'Argentina in finale.

Bulgaria – Italia 1994

Nel campionato mondiale USA '94, l'Italia affronta in semifinale la Bulgaria. Il 13 giugno 1994, presso il Giants Stadium di New York, le due Nazionali scendono in campo: i primi 30 minuti vedono l'Italia imporsi con una strategia offensiva; Roberto Baggio supera Jankov e Hubčev, tira la palla infilandola nell'angolo basso alla sinistra del portiere Mikhailov con un destro preciso e imprendibile che segna l'1-0. Il gol di Baggio è ricordato come uno dei più belli di quel Mondiale.

L'azione offensiva degli azzurri continua: Albertini serve Baggio che firma la sua doppietta personale conquistando il 2-0. Al 44', Sikaro viene atterrato da Pagliuca ed è rigore per i bulgari: Stoičkov sul dischetto ed è 2-1. Il risultato rimane lo stesso per tutto il secondo tempo e l'Italia ne esce vittoriosa con la qualifica alla finale, persa poi per 4-1 contro il Brasile.

Brasile - Olanda 1998

La sfida tra la nazionale verdeoro di Zagallo e gli Orange di Hiddink può essere considerata quasi una finale anticipata. Il match del Velodrome di Marsiglia del 7 luglio 1998 è uno di quegli incontri che entrano di diritto nella storia dei Mondiali, perché le due formazioni propongono una serie di stelle di assoluto livello.

Il Brasile scende però in campo con i favori del pronostico per via della presenza del Fenomeno Ronaldo in attacco: si tratta del calciatore più forte del mondo all'epoca e uno dei proptagonisti più attesi del torneo. Ma i verdeoro presentano anche Bebeto, Rivaldo e Leonardo nel reparto offensivo, nonché i due formidabili terzini Cafù e Roberto Carlos.

Quello olandese è certamente il gruppo di giocatori più forte dai tempi di Crujff. Parliamo di una difesa con il portierone Van Der Sar, con Frank De Boer e Stam centrali, un centrocampo con Davids, Seedorf e Zenden, mentre in attacco agiscono due talenti eccellenti come Bergkamp e Kluivert.

Il match inizia subito forte, con l'Olanda molto attiva, che domina gioco e avversari fino alla fine del primo tempo, senza però concretizzare la mole di gioco. La ripresa parte però con un episodio decisivo: al primo minuto Rivaldo serve Ronaldo con un assist in area di rigore, che il Fenomeno trasforma in rete eludendo l'intervento di Cocu e infilando il pallone sotto le gambe di Van Der Sar. L'Olanda reagisce immediatamente, creando alcuni pericoli alla porta di Taffarel, soprattutto con la punta Kluivert: proprio l'attaccante degli Orange riesce a trovare la rete del pari all'85', con un'incornata su cross di Ronald De Boer. Il risultato di parità porta le due formazioni ai tempi supplementari, ma il punteggio rimane invariato. La lotteria dei calci di rigori premia i brasiliani, che si garantiscono l'accesso alla finale di Parigi contro la Francia, segnando tutti i rigori e assistendo agli errori dal dischetto degli olandesi Cocu e De Boer.

Germania – Italia 2006

Martedì 4 Luglio 2006, a Dortmund, scendono in campo Germania e Italia per disputare una semifinale che vale più della finale. La favorita è la Nazionale di casa, che sul campo dello stadio della città della Renania Settentrionale-Vestfalia è uscita sempre vincente. Ma la Nazionale Azzurra sembra prevalere e, al 90', il punteggio è fermo sullo 0-0. Si va dunque ai supplementari, dove Gilardino e Zambrotta tentano di trovare il gol ma colpiscono rispettivamente un palo ed una traversa. Al minuto 119, Pirlo serve Grosso sugli sviluppi di un calcio d'angolo ed è gol per l'Italia.

Negli attimi successivi scatta il contropiede all'italiana: Cannavaro si impossessa della palla, serve Totti che a sua volta la passa in avanti a Gilardino, il quale raggiunge il limite dell'area di rigore, serve Del Piero che si smarca e segna il definitivo 2-0. L'Italia di Lippi è in finale dopo 12 anni.

Il secondo gol, firmato Del Piero, resterà impresso per sempre nella storia del calcio italiano.

Brasile Germania 2014

Non era mai successo prima: una sconfitta con un punteggio così largo ai campionati del mondo non era mai avvenuta, tanto meno in una semifinale di tale importanza. Il 7-1 che la Germania di Loew infligge al Brasile di Scolari è un risultato che rimarrà ben impresso nella memoria dei tifosi brasiliani, così come il cosiddetto “Maracanazo”, la finale persa a sorpresa contro l'Uruguay davanti al pubblico del Maracanà di Rio de Janeiro nel 1950.

Allo stadio Mineirão di Belo Horizonte i tedeschi umiliano la nazionale verdeoro e infrangono il sogno del Brasile di vincere il Mondiale casalingo. La Germania parte forte, trovando la rete di Muller su corner all'11'; poi i tedeschi trovano ben 3 reti in 4 minuti tra il 23' e il 26', con Klose e una doppietta di Kroos, che portano la squadra sul 4-0. Il gol di Khedira al 29' segna il crollo verticale dei brasiliani, che non riescono più a difendere. L'incredulità e la disperazione dei supporter carioca è visibile dai volti inquadrati dalle telecamere: la situazione degenera con la doppietta nel secondo tempo di Schürrle al 69' e al 79', che fa sprofondare i giocatori brasiliani, orfani di Thiago Silva e Neymar, i due leader della squadra. I verdeoro segnano il gol dell'1-7 definitivo con Oscar al 90', assistendo al trionfo dei tedeschi, che approdano nella finale di Rio de Janeiro contro l'Argentina e vincono con una rete di Gotze nel secondo tempo supplementare.

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