31 gennaio 2026
Napoli - Fiorentina 2 - 1
Al Maradona a fare festa è il Napoli di Conte, che porta a casa l'intera posta, mentre alla Fiorentina resta soltanto la consolazione di una prestazione nel complesso incoraggiante. Ancora una volta, però, i viola tornano a casa senza punti, pagando a caro prezzo errori difensivi già visti in altre occasioni. Vanoli sceglie di non rinunciare al coraggio e propone una Fiorentina spiccatamente offensiva. Le scelte sorprendono rispetto alla vigilia: Mandragora e Parisi partono dalla panchina, spazio invece a Fabbian e Solomon dal primo minuto. Il modulo è il consueto 4-3-3, con De Gea tra i pali; Dodo, Comuzzo, Pongracic e Gosens a comporre la linea difensiva; Brescianini, Fagioli e Fabbian in mezzo al campo; davanti Solomon e Gudmundsson a supporto di Piccoli, preferito a Kean per iniziare la gara. L’approccio, però, non è dei migliori. Il Napoli parte con grande intensità, pressando alto e togliendo tempo e spazio alla manovra viola. La Fiorentina fatica a costruire e a trovare sbocchi offensivi, ma fino all’11’ riesce comunque a reggere l’urto. Poi, alla prima vera disattenzione, arriva il gol che sblocca il match: rinvio lungo di Meret, Pongracic perde il duello fisico con Hojlund e al centro della difesa si apre un corridoio che Vergara sfrutta con freddezza, infilando De Gea con un diagonale preciso. Un errore pesante, figlio di una fragilità difensiva che continua a ripresentarsi. Il Napoli prende fiducia e continua a colpire centralmente, soprattutto sfruttando la fisicità di Hojlund. Al 23’ gli uomini di Conte vanno vicini al raddoppio: Elmas spinge il pallone in area dalla destra, Comuzzo e Hojlund lottano e il difensore viola colpisce il proprio palo, prima che Gosens riesca a liberare. Vanoli prova a sistemare qualcosa e, poco alla volta, la Fiorentina riesce ad alzare il baricentro. Al 26’ arriva una clamorosa doppia occasione per il pareggio: punizione di Fagioli dalla trequarti, Piccoli svetta di testa e centra il palo; sulla ribattuta Gudmundsson colpisce ancora di testa, ma trova una grande risposta di Meret. Nell’azione si fa male Di Lorenzo, che cade male e deve lasciare il campo, sostituito da Olivera, con il ginocchio destro che desta preoccupazione. A inizio ripresa Vanoli cambia subito: dentro Mandragora per Fabbian. Il tempo di una punizione dello stesso numero 8, che termina di poco fuori, e il Napoli colpisce ancora. Azione rapida e lineare: Hojlund ripulisce un pallone, Vergara allarga per Gutierrez che rientra sul destro e lascia partire un tiro a giro imprendibile per De Gea. Un gol che dà la sensazione di troppa facilità concessa dalla retroguardia viola. La Fiorentina però non si disunisce e reagisce quasi subito. Al 57’ Dodo inventa una giocata di qualità, si accentra superando un paio di avversari e serve Piccoli, che impegna Meret. Sulla respinta arriva Solomon, che da pochi passi riapre la partita. È un segnale importante, più per l’atteggiamento che per il risultato. Nel finale Vanoli tenta il tutto per tutto, inserendo Kean, Parisi e Ranieri e passando al 3-5-2. La gara diventa più spezzettata e fisica, con poche occasioni nitide. La Fiorentina ci prova fino all’ultimo, prima con una girata di Piccoli che termina a lato, poi con un passaggio illuminante di Fagioli che Kean non riesce a sfruttare. Il triplice fischio consegna i tre punti al Napoli e lascia ai viola solo il rammarico. Una prestazione di discreta solidità e personalità, macchiata però dai soliti errori difensivi che continuano a pesare in modo decisivo sul bilancio finale.